Il tempo di assaltare lo scorcio lasciato dalle porte ancora aperte e occupare il primo posto libero. Un soffio pneumatico e il treno si muove. Vorrà dire che le maledizioni prima ad un bus, poi alla coda, poi a quel disgraziato che non sapeva cosa fosse la seconda, che la corsa tra macchine pedoni semafori scalini e cartelloni luminosi, son serviti insieme a compiere anche questa sera il miracolo: si torna a casa.