Questa sera, quando sono uscito dall’ufficio, alle 1800, non c’era il sole. Strizzare gli occhi, in quel caso, serviva unicamente ad aumentare la concentrazione. E’ stata una giornata intensa, pericolosa. Poi devo tornare a casa, giocare a calcetto, cercare di vincere, fare la barba, scrivere le lettere. E’ stata una giornata intensa, fatta di attese e silenzi prolungati: piccoli attimi veloci come il battere delle ciglia che increspano di lucido l’iride colorata. Carico di energia aspetto nove brevi minuti come una scala di note aspetta l’inizio di una sinfonia. Sono stanco, perĂ². Mi chiudo nella giacca dentro le spalle contro il mento sotto un ciuffo dallo stile dimesso. Mi abbraccio.