Ci sono canzoni appositamente studiate per soffrire. Per elemosinare, centellinare, scoprire, scovare, distruggere, governare ogni singola e recondita emozione. Non il testo, non il video, non la musica ma l’indeterminata somma tra coscienza e melodia. Un mix che può diventare esplosivo, che può trasformarsi in una bomba pronta ad esplodere colma di infiniti timer che continuano a conteggiare il tempo e scandirne il ritmo. Fino allo zero momento nel quale, forse, un sorriso può iniziare a formarsi lungo le proprie guancie o una lacrima ritrovarsi a cadere fino al mento. Un semicerchio, sempre, uno opposto all’altro che è pura manifestazione di quella sofferenza. Può essere, forse, che alcune note magari basse o, indifferentemente, molto alte, in alcuni momenti non vengano udite realmente salvo farsi scoprire quando pensi che tutto sia passato, che sia chiuso, che sia altro. Ogni sensazione ha la sua, di nota. Ci sono quelle da blocco nella pancia, tipicamente basse e cupe e quelle da giramento di testa magari acute o un poco stridenti. Quelle allegre, ritmate, quelle misteriose come i silenzi. Poi ci sono quelle evocative, una serie di accordi che ti riportano li, dov’eri tra odori, calore e sapori di quell’attimo. Come i ricordi, credo, alcune canzoni sono studiate per emozionarsi.

  1. postato da foxarts
  2. prezzemolo ha rebloggato questo post da foxarts e ha aggiunto:
    cose che, avresti voluto scriverle tu
  3. tizeta ha rebloggato questo post da foxarts