Ho voglia di scrivere così a caso. Prendo un po’ di appunti altrimenti perdo il filo del discorso. Ieri sera sono arrivato a casa arrabbiato. Così a prescindere. Scrivo giusto per sfogarmi un po’. Doppio click e cambio canzone. Mi incavolavo con qualsiasi cosa. Ma senza motivo. Fatto una cavolata? Meriti pure una bastonata. Cambiavo canale e pubbliccizavano un prodotto? Non lo venderai mai. Ma così, senza un motivo. L’altro giorno in ufficio ho raccontato di aver visto le Alpi, in volo di rientro in Italia, senza un filo di neve. E poi mi son ricordato quest’inverno che sta nascendo un anno fa: non riuscivo a rendermi conto di quanta neve possa cadere in questi mesi, tipo ottobre novembre dicembre gennaio febbraio sicuro. Ma proprio tanta. Cioè si sciogliesse di colpo, tutta quanta, sai che onde da surfare? Oggi invece parlavamo in mensa con il mio capo e di suo figlio che a scuola, prima elementare, sta scoprendo l’universo. Quelle cose da star li a bocca aperta. A sei anni. Il sole la terra la luna i marziani di Marte le stelle lontane e gli asteroidi che fanno i buchi che si vedono anche a occhio nudo nelle notti da lupi. Cose così. A caso.