Mi piace assistere al piacere del risveglio delle persone. Piano piano le senti vicino a te. Molte altre quando tu inizi a muoverti hanno già finito il loro viaggio o hanno potuto concludere un discorso. Quello della mattina è un mondo silenzioso. Almeno per me. Se non in ufficio, alla conclusione, difficile che debba parlare. Giusto in casa. Ma visto lo stato mentale poco vigile anche li, tutto si riduce a un paio di “ciao”. Forse qualche sorriso qui e la, di cortesia, o qualche sbuffata o piccola lamentela digrignata, ecco, questi potrebbero essere le discussioni della mattina. È un mondo silenzioso fatto di sms, libri, siti internet, connessioni mobile, che sembra tutto tuo, cristallizzato per te, ma che nel suo straripante crescere ti fa parlare così tanto, con i suoi tempi, che devi capire, che aspetti e che puoi dimenticare. È più o meno altro. Ma il solo inveire contro un treno invisibile e farlo sapere, magari un amico non corre, magari qualcuno ci scherza su, può sempre aiutare. Male che vada aspetti che un’altra persona si svegli. È questione di minuti. Tutto il giorno.