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30GIU2008 @ 21.53
Potrebbe essere così...
Capita che voglia sognare. Anche di notte, come di giorno. Così cerco ispirazione in qualche immagine o in qualche racconto che ho potuto scoprire, magari, casualmente. Arraffo qualche possibile idea irrealizzabile da un mercatino dell’usato. Provo immagino misuro cimento coloro ipotizzo. Come se stessi giocando con il "riempi gli spazi con il puntino" della piacevole e semplice enigmistica. Un pennarello, delle porzioni di immagini non riconoscibili, e il meglio fra quanto è possibile possedere: la propria fantasia. Un solo istante nel quale il mio sguardo afferra e riconosce in cielo un rombo famigliare, e quando è quel momento una dopo l’altra scrutano con interesse ciò che sto creando, per parteciparvi all’occorrenza. O solo per assistere a questa nuova invenzione. Ripiego e rimescolo come colla vinilica e carta tutto quello che ho imparato, appreso. Le mie fortunate esperienze. Quanto mi è stato detto, le lezioni, gli incoraggiamenti. Diffondo le mie paure fino a renderle cristalli nello sbuffo di un nuovo respiro. Così fino a trovarmi in un altro luogo, in un altro tempo, in un altro mondo. Cosciente che non è vero, sapendo che mi tradirà a breve o se è concesso, finché non sorga una nuova alba. A volte basta chiacchierare alla macchinetta del caffè, quando il sole è già molto più presente nella giornata, per allontanarsi nel silenzio e nella profondità scura delle proprie pupille. Come se vi fosse un lungo sentiero invisibile a chiunque e percorribile solo a memoria, senza alcuna possibilità di ricevere un aiuto, un segnale che indichi la direzione corretta da perseguire. Per poi ritornare velocemente e recuperare lo sguardo fisso su un punto desolante e insignificante del mondo reale. Sapendo quanto niente di quello che riesco a plasmare sia veritiero (se non per la semplice opportunità di copiare ed incollare a dovere qualcosa di già vissuto) ma che viva in quel limbo, che ritengo magico, del "potrebbe essere così". Nascosto tra la paura che così non sia e la gioia di saper che non lo sarà, perché vivrà di quel tremare e in quel sudare del momento. Nella stanchezza, nell’euforia, nel timore, nel vento di quel singolo secondo volato. Posso essere ovunque e in qualunque modo. Posso essere in qualunque situazione, in ogni attimo già studiato. Posso verificare e ricontrollare, spostarmi nel tempo di ogni azione che conosco. E c’è qualcosa, nelle mie braccia, che mi permetterebbe di verificare che sia così vero, così reale come riesco a sognare. C’è qualcosa nelle mie gambe, che mi permetterebbe di rincorrere ogni mia fantasia, ogni miraggio che in breve scompare. Per fortuna, c’è qualcosa nella mia mente, che mi permetterebbe di farlo.
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