Novembre 2008
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Ora che la viabilità, di una delle uniche due strade possibili per raggiungere la stazione, è stata completamente rivista, si rende urgentemente necessario rivedere gli orari di ammutinamento dall’ufficio. Dedicarsi all’esplorazione di una comoda posizione rilassante sul treno per più di venti minuti è decisamente stupido. Potevo andare a fare un minimo di camminata pre shopping...
Per la seconda volta nella mia vita da pendolare, abbasso il volume della musica propinata nelle mie orecchie da un meglio identificato iOggetto, su gentile richiesta di un “collega” viaggiatore. Lui credo stia lavorando a qualcosa su non meglio identificato portatile. Sembra una cosa intensa. Mi chiedo: il treno è vuoto non puoi andartene fuori dalle palle? Mi chiedo: il treno è...
Credi che il desiderio rimanga latente? Come il lievito per il pane. Ora, ci sono alcune macchine che fanno quasi tutto da sole. Impastano, girano, prendono, mischiano, cuociono, scaldano e coccolano la base di farina e acqua inventata testè al momento. Detta così sembra molto semplice, ma l’aiuto fondamentale rimane nel risparmio di tempo. Un avanzo, che forse, potresti passare a guardare nel...
Inizia a fare freddino alla sera. Capita che le mani si lamentino della mancanza dei guanti abbandonati in qualche cassetto. Si può pensare alla montagna alla neve all’equilibrio del surfare al sole e al segno della maschera. Ma si può pensare anche ad una bella cittá. Perché no.
Ho sognato di collegarmi e scrivere qualcosa. Ho visto mentre mi collegavo con il mio iphone, ho visto che inserivo il titolo e iniziamo il breve e intenso testo. Ogni tanto un errore, un po’ autocorretti altri da sistemare. Ero in un luogo con un po’ di amici, ché chiacchieravano, alcuni ridevano, forse altri bevevano un cocktail. Più o meno ricordo anche com’ero vestito....
Ci sono molte ricorrenze tra i pendolari nascosti alla pioggia in un treno fermo. C’è chi legge, chi ascolta la musica, chi legge, chi fa i conti, chi pensa, chi naviga, la telefonata l’sms, pulisco gli occhiali, sistemo gli appunti, c’è chi vorrebbe chiacchierare, chi spera in un assoluto silenzio, chi è triste, chi è allegro, chi si guarda in giro. Non si dorme ancora, prima...
Quello ché viene scritto o pensato o detto, non sempre raggiunge l’interpretazione nel momento della lettura. Molto spesso questa va ben oltre il mero significato di ogni parola. Ma non c’è nulla da preoccuparsi. Se dovesse comparire come qualcosa di negativo, risulterebbe estremamente palese e ben riconoscibile. Forse.
Gli appunti mobili di un disperato viaggiatore iniziano così. In ritardo. Anzi, non solo, guasti e soppressi. Perché qualcosa dovrà pur andar male e attendo solo che salti il collegamento o che mi si scarichi la batteria. Tanto un libro dovrei averlo. Forse è il caso di pensare a qualche razione di cibo. Non si sa mai.