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| 16GEN2009 @ 16.02 |
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| Because? |
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Because the world is round it turns me on
Because the world is round...
Because the wind is high it blows my mind
Because the wind is high..
Love is old, love is new
Love is all, love is you
Because the sky is blue, it makes me cry
Because the sky is blue...
Because, The Beatles
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| 17DIC2008 @ 22.06 |
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| Occhi chiusi. Cosa dovevo dire? |
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Distrattamente guardo alcuni appunti abbandonati su di un foglio qui, tra i miei gomiti e la tastiera. Un piccolo lago bianco immerso nel nero. Qualche frase, qualche ipotesi direi, un disegno persino e qualche scarabocchio. Muovo la testa in base al ritmo di ottantotto tasti pesati ben governati. Mi alzo cerco un libro. Prima fila, niente. Seconda fila, diventa più impegnativa ma ancora niente. Terza fila. Lascio stare. Nel caos ordinato che mi ritrovo ad osservare vige una sola regola: non serve e non c’è bisogno di ordine; è sufficiente ricordarsi esattamente dove ogni singola cosa giace in attesa. Torno alla poltrona, sicuro che fra un attimo, il tempo di una canzone, qualche nota ancora, il lieve amplificare di un pedale, un minimo di virtuosismo grafico, altre due o tre segni su quello stesso foglio, siano un insieme perfetto di gesti fino all’illuminazione. Caffè. Una mano alla tazzina, l’altra al mouse tra file sonori e video sconosciuti, fino ad un click che pare il conteggio di un direttore. Ancora niente. Potrei forse lasciar perdere. Con lo stesso meccanismo per il quale, dimenticato qualcosa da dire, si torna al punto di partenza della propria azione. Per ricreare, credo, in qualche strano modo, un’immagine che dovrebbe aiutare le proprie sensazioni. Immobile, come se non ci fosse nulla. In silenzio. Occhi chiusi. Cosa dovevo dire? Cosa dovevo dire? E poi, forse, tutto svanisce nel nulla oppure ritorna prepotente. Nel frattempo. Ancora niente. La voglia di alzarsi ancora, di ricercare, magari di cambiare angolo della libreria è forte. Ma il dubbio che ci sia una sconfitta, dietro quel nuovo spigolo, ancora, lascia che il retrogusto di un ennesimo niente rimanga un po’ un ricordo. Alla fine, ci speri, ti verrà in mente. Scoprirai dove cercare perfettamente, senza il minimo sospetto, diretto e preciso. Sempre che il libro ci sia. Sempre che non sia solo immaginazione, o deduzione, o auto convincimento, o presa di posizione. Magari è solo un pretesto, una scusa; se non c’è, o non lo trovo, lo posso comprare. O probabilmente, dovrei sistemare un minimo questo caos.
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| 06NOV2008 @ 10.18 |
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| Poi lo scrosciare cede... |
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L´ufficio era bollente. Il cronotermostato fermo ad un doppio bogey dal par. Troppo. Aperta la finestra e il calo è quasi drammatico. Ma ascolti questa incessante pioggia. I colleghi che arrivano. Qualche "ciao", qualche lieve discussione, qualche chiacchiera sportiva. Poi lo scrosciare cede, l´aria nuova inizia a percepirsi, l´abitudine a stabilizzarsi. Un rumore di fondo ormai assimilato. Piove un po´ di meno, forse.
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