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08APR2008 @ 21.35
Poco più...
Ventisette e zero cinque. Un gatto statuario come un gufo che sovrasta la sua notte osserva. Immobile il suo manto tigrato di sfumature del grigio riflette il verde giallognolo degli occhi lucenti. L’imbrunire ha ancora sonno e la luce del sole cerca di valicare i tetti di case sconosciute. Al termine di qualche gradino, prima dell’ingresso di casa, un lupo, poveramente magro, impietoso come una sfinge, non sazio della rigidità del suo corpo osserva. Dalla terra bruciata al nero corvino un eco nell’attesa dell’ombra. Silenzio. E nella stretta retta che divide i due aspiranti spettatori, il mio passo sembra immobile. Come nelle più apprezzate prove di stile cinematografiche la telecamera indugia, il tempo si appresta a fermarsi, la musica a scomparire, la luce a concentrarsi. Assente tra i testimoni di qualcosa che si svolge molto più distante, coperto dal sapore dell’istinto. Fletto lievemente un labbro gettando con foga un esalazione dirompente che profuma di fatica. La fiera tigre sopra la mia spalla sinistra non si scosta ne vacilla. Una goccia scivola stridente su ogni singolo millimetro della mio sopraciglio, prima di spiccare un viaggio infinito. Vaga nel vuoto oltre i miei capelli per un’eternità, sudando in lontananza il pronto e sordo abbaio. Ventisette e zero sei. L’occhio si dilata nella convinzione che il respiro riuscirà a sforzarsi ancora una volta. Il gracile fregare dei ciottoli sotto la scarpa accompagna l’inesorabile inerzia di un gomito che spinge in alto una mano speranzosa. Il ginocchio salta trascinando con se tutta l’anca verso un altro passo. L’aria si completa e il mio corpo la brucia in un lampo, prima che l’acqua sia a terra, prima che la mano perda gravità. La bocca si strozza, il mondo si oscura e gli occhi si chiudono in un flash automatico. La schiena s’inarca cambiando il ritmo a tutto il fisico. Respiro seccando velocemente la superficie arrossata delle labbra. La camera si ferma, statica, sulla smorfia di dolore imbevuta di sale. Ancora silenzio. Ancora nessun movimento. Ancora, tutto, inesorabilmente calmo, implacabilmente scuro. Sento i polmoni stringere il petto prima di una nuova battuta, prima del nuovo balzo. Pum. Ventisette e zero sette. La luce ritorna. L’imbrunire ancora evita di assistere e il sole si mostra entro qualche spiraglio. Ancora cinquanta metri, poi mi fermo. Nessuno scatto, nessuna rincorsa, non un singolo suono. Solo il mio balzare gravoso, fino a poco più in là.
About: REAL, LIFE
14GEN2008 @ 10.41
Familiar feeling...
Nothing can come close
Nothing can come close
Nothing can come close

I never doubted it
Whats for you will not pass you by
I never questioned it
It was decided before I asked why
Its all there ever was
And its all there ever will be
How could you have questioned us?
Its yourself you deceive

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without

Hush now
No need to say the words
At first sight you perfectly heard
Love in all its entirety
Is no less than we deserve

I saw, your face
Some place
I felt this feeling before
Is it deja vu?
Do I somehow know you?

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close
To this familiar feeling
We say it all without
Ever speaking

Nothing can come close

Nothing can come close

(ever speaking)

Nothing can come close
To this familiar feeling
Nothing can come close

Moloko
About: ANOTHER
03GEN2008 @ 20.44
Come...
Come foto patinate che espongono cornici diverse, a volte sogno ad occhi aperti. E mi piace.
About: REAL, DREAM, LIFE
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